Contestualizzazione del progetto

II soggetto 'giovani' è comparso in tempi relativamente recenti tra i punti di attenzione della odierna società postmoderna ed in pochi anni ha conosciuto un fiorire di studi, analisi, ricerche (teorie) e, in misura sensibilmente minore, anche di interventi e politiche specifiche.

Convenzionalmente la giovinezza è definita come la fascia di età compresa fra i 18 e i 30 anni, ma questi confini sembrano più formali che sostanziali: l'interpretazione più estensiva colloca la fase tra i 13 e i 30 anni, in un ambito di età che vanno ad interessare la preadolescenza, la fase adolescenziale, i giovani in senso stretto ed una gioventù adulta che si avvia ad una completo inserimento nella vita della comunità.

Per quanto possa sembrare paradossale, la mancanza pluridecennale di una politica nazionale per la gioventù non ha impedito lo sviluppo di politiche giovanili a livello locale. Al contrario, si sono sviluppate molteplici esperienze locali, cresciute, spesso, in maniera casuale ed asincrona talvolta in assoluta mancanza di raccordo reciproco anche se afferenti ad ambiti locali contigui. Tale situazione impedisce, ad oggi, lo sviluppo di buone prassi condivise su di un'ampia base territoriale e la capacità di promuovere macro-progetti (a livello di valle o a dimensione provinciale) di respiro europeo.

Troppo spesso gli attori di azioni verso il mondo giovanile sono impegnati ad attivare progetti con la preoccupazione primaria di "dover dare qualcosa" ai giovani, mentre le varie scienze che interagiscono in ambito educativo pongono il problema di studiare in che modo nella comunità si possano elaborare situazioni in cui i ragazzi realizzino "qualcosa" per sé e per gli altri, per il territorio nelle sue varie articolazioni.

I giovani hanno un bisogno enorme di identità personale, cioè di dare senso al proprio essere e di individuare una progettualità per il proprio futuro e di un'identità sociale volta ad un protagonismo attivo in tutte le fasi del lavoro di comunità: dalla progettazione alla raccolta dei risultati.

In questo contesto diventa determinante:
a) riempire la monotonia giovanile di significati civici (e non egoistici e narcisisitici), affinchè i giovani diventino individui con un forte senso di responsabilità sociale e di cittadinanza attiva;
b) formare le risorse umane presenti sul territorio per farle diventare sponde adulte competenti in grado di accompagnare i giovani specialmente nei ''momenti critici" dell'esistenza (adolescenza, orientamento scolastico e professionale, passaggio scuola-lavoro, individuazione degli stili di vita, sviluppo degli ambiti di partecipazione alla vita della comunità, sviluppo del senso di appartenenza alla comunità locale,...).

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