L'obiettivo generale: la formazione di una cultura del lavoro fra le giovani generazioni

La costruzione di un progetto di vita passa attraverso la formazione di un contesto che, a seconda di come sviluppa i propri comportamenti e di come viene percepito dai giovane, contribuisce al formarsi dello stile di vita, delle scelte, dei comportamenti e delle opinioni del soggetto. In particolare all'interno del mondo di ogni giovane riveste un ruolo centrale la cultura e l'orientamento al lavoro.

Cambiano, rapidamente, le forme e le modalità del lavoro: nei lavori sicuri e garantiti nel tempo entra un numero ristretto di persone ad elevata qualifica professionale, mentre aumentano le cosiddette "occupazioni atipiche". L'impressione è che i giovani abbiano sviluppato una doppia visione rispetto alle tendenze in atto, apprezzando i vantaggi del lavoro autonomo in termini di libertà, 'fluidità' delle situazione, possibilità di guadagno a breve termine, ma valutando anche i rischi connessi alla flessibilità/precarietà, alle incertezze in condizione di crisi, alla difficoltà nel programmare a medio/lungo termine.

Due sembrano le criticità emergenti:
- da un lato un'articolata concezione del lavoro, peraltro poco approfondita, sia nel mondo della scuola che in famiglia e nella comunità, che spazia da pura e tragica necessità per vivere ad elemento di realizzazione della propria personalità e contributo alla crescita della comunità con tutta una gamma di posizioni intermedie articolate e di difficile collocazione;
- la transizione tra il mondo formativo e quello lavorativo. Il gap, anche solo temporale, che si produce tra la fine del percorso formativo principale ed un impiego con almeno alcune caratteristiche di stabilità (più che di sicurezza), tende ad allungarsi e a dilatarsi. Il lavoro oggi sembra, in particolar modo per i giovani, un insieme di funzioni strumentali ed espressive: la qualità del lavoro assume sempre una maggiore importanza. Qualità degli ambienti di lavoro, delle relazioni interpersonali, qualità organizzativa, dei tempi... Se tutti diventiamo più precari, instabili, a tempo determinato nelle attività e nei ruoli che ricopriamo, diviene giocoforza naturale che queste attività perdano capacità strutturante per diventare uno fra gli episodi e gli avvenimenti che compongono il puzzle della vita individuale, In questo modo, l'esperienza lavorativa viene a perdere la sua importanza personale e la capacità di strutturare aspettative, identità e valori.

Per quanto riguarda il Trentino, tratto caratteristico è la diffusa possibilità di sperimentare precocemente esperienze di lavoro che, accanto alla buona probabilità di accedere ad un tirocinio o ad uno stage attraverso la scuola, offrono al giovane trentino una concreta socializzazione al lavoro. In tal senso si può parlare di transizione fluida fra scuola e lavoro.

Anche in Trentino, tuttavia, le strategie di ricerca si basano in larga misura sull'azione della famiglia o della rete parentale-amicale. Anche se i giovani trentini godono di maggiore protezione: guadagnano mediamente di più, sono maggiormente facilitati a trovare un lavoro dipendente e risultano regolarmente assunti con contratti regolari a tempo determinato. Ne consegue una minore ansia e preoccupazione per il lavoro, ma, contestualmente, l'elevata soddisfazione e la possibilità di selezione porta molti giovani a considerare l'occupazione praticata come quella definitiva.
Appare, inoltre, molto importante sviluppare tra i giovani la cultura d'impresa ed una capacità di formazione alla trasformazione, alla mobilità dei contesto lavorativo, alla valutazione della capacità imprenditoriale, II patrimonio rappresentato dai giovani costituisce il fattore strategico decisivo per i! successo, la qualificazione e l'innovazione della cultura imprenditoriale futura. La promozione dell'autoimprenditorialità giovanile attraverso azioni di stimolo dell'autonomia dei giovani portatori di idee imprenditoriali, della loro vocazione imprenditoriale, al fine della maturazione delle attitudini e delle competenze trasversali che potranno costituire la base delle future scelte autoimprenditoriali, nonché la promozione di forme di lavoro autonomo, sono ritenute oggi uno degli strumenti più validi per la creazione di nuova occupazione e per lo sviluppo diversificato di piccole attività imprenditoriali in settori di nicchia o di particolare espansione tecnica o di mercato, A fronte degli interventi promozionali e delle incentivazioni finanziarie disponibili esistono, tuttavia, notevoli difficoltà sotto il profilo pratico a causa sia delle "carenze culturali" in senso imprenditoriale dei giovani che affrontano il problema di "mettersi in proprio", sia delle carenze dei contesti anche strutturali che dovrebbero garantire i supporti necessari alla realizzazione delle iniziative imprenditoriali.


 

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